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Design «perfetto»

  • 7 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Una volta un designer di talento mi disse che avrei dovuto iniziare a vivere la mia passione per il design cercando di arredare il mio appartamento in modo perfetto.


Non gli ho chiesto cosa intendesse con il termine «perfetto». Sapevo che voleva che riconoscessi gli spazi, li percepissi consapevolmente e ne progettassi ogni metro con attenzione. Indipendentemente dal fatto che seguissi uno stile o meno, sono sempre partita dal presupposto che la priorità fosse lo spazio in sé. Quindi, riconoscere le caratteristiche dello spazio e lavorare con esse. Ho iniziato a percepire consapevolmente gli spazi del mio appartamento e a chiedermi se stessi sfruttando perfettamente ogni metro, se un numero maggiore o minore di mobili contribuisse alla perfezione. In questo modo, il concetto di «perfetto» si ridefiniva praticamente di volta in volta per ogni stanza. Mi è venuta l’idea che nel mio appartamento dovesse emergere un filo conduttore e che dovessi fare di un certo stile il tema centrale dei miei spazi. Ben presto mi sono resa conto che l’adeguamento a determinati stili non significava altro che impormi uno stile senza che questo mi toccasse davvero nel profondo. Per la prima volta mi sono chiesta cosa significasse realmente «perfetto» per me. E sono giunta alla conclusione che «perfetto» significava, da un lato, rendere giustizia allo spazio in sé con le sue caratteristiche, percepirlo e riconoscerlo come tale con le sue peculiarità e, dall’altro, poter vivere uno stile che mi piacesse, che si integrasse bene nello spazio, ma soprattutto che corrispondesse al mio gusto e non scendesse a compromessi in termini di comfort. Un stile che all’occhio apparisse esteticamente gradevole, leggero e dinamico, ma che avesse quel tanto di espressività necessario per affermare la propria ragion d’essere.


Adoro la modernità, l’eleganza pura, le linee pulite, i mobili sospesi e le strutture raffinate. Allo stesso tempo, però, mi entusiasmano le pietre massicce come il marmo o il granito, e sono affascinata dai comò antichi. Ma mi entusiasmano anche le nuove, giovani designer e designer che, seguendo la loro passione, sviluppano soluzioni sostenibili e perfette, che non puntano tanto sull’opulenza. Per me, però, l’una cosa non esclude l’altra. Al massimo ci si può chiedere se l’una si possa davvero combinare con l’altra. In definitiva, però, l’importante è trovare un modo per vivere lo stile perfetto per voi, senza dovervi snaturare.


A breve arrederei «alla perfezione» un nuovo appartamento – il mio. Tenetevi aggiornati. Sarà un viaggio emozionante. Non vedo l’ora.

 
 
 

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